Nasce il nuovo spazio Gratosoglio Autogestita: Invitiamo tutti a partecipare all’ assemblea aperta, che si terrà domani 2 novembre ore 17.00 presso lo spazio occupato in via Lelio Basso al civico 7 . Chiediamo una collaborazione a tutti coloro che sono interessati alla riqualificazione dell’area, aiutandoci direttamente nei lavori, nella difesa del posto, donando materiali, soldi o qualsiasi altro mezzo che possa essere utile. L’appello avviene anche in seguito a quanto accaduto ieri mattina, quando due sedicenti tecnici del comune ci hanno messo di fronte alla scelta di andarcene subito o essere sgomberati dalla forza pubblica nei prossimi giorni.
Sabato 31 ottobre abbiamo occupato uno stabile comunale in stato di degrado.
L’occupazione nasce dopo un percorso di più di un anno, in cui abbiamo organizzato varie iniziative in quartiere, al fine di creare momenti di aggregazione e intervenire sulle sue principali problematiche. Queste iniziative nascono dalla consapevolezza che l’apporto di ogni abitante è significativo per il conseguimento di una soluzione condivisa e di un’alternativa. Pensiamo che la creazione di uno spazio autogestito a disposizione degli abitanti sia un importante passo in tale direzione. Esso infatti può essere:
Un punto di riferimento per quanti hanno a cuore il quartiere e vogliono organizzarsi e confrontarsi per migliorarlo e affrontare direttamente i suoi principali problemi.
Risposta alla mancanza di spazi dedicati alla socialità, all’aggregazione (soprattutto dei giovani) e ad iniziative culturali e ludiche.
Presidio contro il degrado e un modo per combattere lo spreco che uno spazio vuoto rappresenta.
Già a febbraio dell’anno scorso avevamo provato, purtroppo senza successo, a ridare vita ad uno degli spazi da anni abbandonati sotto le torri. Quel giorno ci è stato però proposto un percorso di dialogo con l’ALER (prova che mobilitarsi comunque smuove le cose), con la mediazione del vicequestore, per ottenere quello stesso spazio con un affitto simbolico. Gli incontri e le promesse si sono susseguiti sino a poche settimane fa, ma senza risultati concreti, tanto che il posto è tutt’ora vuoto. Questa esperienza ci ha portati a comprendere meglio come il percorso intrapreso fosse irrealizzabile, non tanto per malafede, ma perche si scontravano interessi inconciliabili: quelli di chi nel quartiere ci vive e quelli di chi sul quartiere ci guadagna e ci specula.
Abbiamo quindi deciso di fare direttamente quello che le istituzioni non volevano fare: restituire uno dei tanti spazi abbandonati agli abitanti della zona.
Il lavoro che stiamo portando avanti è anche un esempio di come la riqualificazione di aree del quartiere potrebbe creare nuovi posti di lavoro per i giovani disoccupati della zona.
Invitiamo tutti coloro che fossero interessati a partecipare alla ristrutturazione dello stabile a contattarci e a prendere parte all’assemblea.
Pagine
giovedì 12 novembre 2015
giovedì 6 agosto 2015
Sul "carteggio" Benelli/Rizzo
PRIVATIZZATORI,
ASSESSORI FANTASMA E QUAQUARAQUà
Una premessa è d’obbligo. Da mesi ci battiamo per difendere
un bene comune: il portico all’interno del parco cascine Chiesa Rossa nella
zona Sud di Milano. Lo abbiamo fatto prima costituendo un comitato per
sostenere il Circolo dei Talenti che lo ha gestito per quasi 3 anni, poi, formando
un Comitato PER la gestione
condivisa del portico Chiesa Rossa denominato SOTTO IL PORTICO.
Ci battiamo per difendere un bene comune, il portico, e
quindi lottiamo per evitare che il settore Demanio del Comune lo privatizzi.
Gli echi di questa lotta devono essere giunti fino a Palazzo
Marino visto che, dopo mesi di silenzio assordante da parte di tutti i
consiglieri comunali, Basilio Rizzo ha scritto all’assessore Benelli,
responsabile del Demanio e quindi del portico Chiesa Rossa, invitandola a
riflettere sull’eventualità di mettere a bando, oltre a un piccolo locale di 25
mq anche il portico di 600 mq.
A fine luglio, l’assessore Benelli ha risposto a Basilio
Rizzo e questo ci consente di fare alcune considerazioni.
1)
Noi l’abbiamo inseguita per anni. Invano. Non
l’abbiamo vista ai tavoli tecnici con il Comune di Milano perché ha sempre
delegato un funzionario a rappresentarla. Non l’abbiamo incontrata nemmeno alla
Biblioteca Chiesa Rossa quando, nel gennaio scorso, l’Università Cattolica e il
Circolo dei Talenti promuovevano un convegno invitando lei e altri assessori
del Comune di Milano. Le abbiamo scritto, inviato i documenti che come Comitato
PER le gestione condivisa del
portico Chiesa Rossa abbiamo discusso. Le abbiamo chiesto di riceverci per
farle presente la nostra richiesta e cioè che il bando NON comprendesse anche il portico. Niente. Mai una risposta. Poi le
scrive Basilio Rizzo, presidente del Consiglio Comunale e nel giro di pochi
giorni gli risponde. La considerazione che facciamo è che l’assessore Benelli
deve essere rimasta culturalmente legata alle gerarchie tipiche delle caste
indiane. A differenza di Basilio Rizzo, infatti, un comitato di semplici
cittadini evidentemente, secondo l’assessore, non merita una risposta.
L’assessore ci fa tornare in mente Alberto Sordi ne “Il marchese del Grillo”
quando dice: “io sono io e voi non siete un cazzo”. Peccato. Avevamo capito che
questa doveva essere la giunta che promuoveva la partecipazione. Evidentemente
ci siamo sbagliati. L’assessore Benelli non è l’unica colpita dalla sindrome da
Marchese del Grillo. Anche i “privatizzatori” del Consiglio di Zona 5 si sono
ben guardati dal confrontarsi con noi in queste settimane. Hanno annunciato la
nascita di un comitato di gestione per organizzare le attività sotto il
portico, ma nessuno l’ha mai visto o sentito. Nel frattempo, noi proseguiamo a
presidiare il portico e a promuovere iniziative come le feste, il cineforum, le
danze popolari attraverso lo strumento che ci siamo dati e cioè SOTTO il PORTICO – Comitato PER la gestione
condivisa del portico Chiesa Rossa.
2)
L’assessore, nella risposta a Basilio Rizzo dice
che: “abbiamo recepito negli ultimi mesi
il messaggio del quartiere e l’importanza che lo spazio ha assunto per loro”.
Come? Nessuno, nonostante le reiterate richieste, l’ha mai vista o incontrata.
Forse vuole dire che ha letto i documenti che le abbiamo inviato, ma crediamo
che abbia fatto almeno un po’ di confusione perché noi abbiamo chiaramente
detto che non volevamo che il portico
venisse messo a bando e chiedevamo che il bando sociale riguardasse solo lo
spazio al chiuso di 25 mq da adibire a servizio bar/ristoro. Per aggiungere
confusione, l’assessore ha avuto la bella idea di chiamare il bando “Progetti
Sotto il Portico” lasciando credere che ci sia una continuità tra il
Comitato PER la gestione condivisa
che si è appunto chiamato SOTTO IL
PORTICO e il bando predisposto dal Comune di Milano. Non è assolutamente così perché noi ci siamo battuti per evitare che il
bando sociale includesse anche il portico.
3)
Perché sosteniamo che l’assessore Benelli sia
confusa? Sempre nella lettera di risposta a Basilio Rizzo, l’assessore dice: “il comitato di autogestione costituitosi ha
più volte ribadito che non è possibile separare lo spazio chiuso vero e proprio
da quello del portico”. Non capiamo a cosa si riferisca. Non capiamo a
quale comitato faccia riferimento. Se si riferiva a noi (SOTTO IL PORTICO – Comitato PER la gestione condivisa del portico
Chiesa Rossa) cogliamo l’occasione per ribadire chiaramente che non abbiamo
MAI detto una cosa simile. Anzi,
affermiamo esattamente il contrario. Per difendere un bene comune, per
consentire a centinaia di persone di poter continuare a frequentare il portico
senza tessere o consumazioni obbligatorie, per poter continuare, come in questi
3 anni, un’esperienza di autogestione, di condivisione e di DECISIONE sulle iniziative da
promuovere, IL PORTICO NON DOVEVA ESSERE
MESSO A BANDO.
4)
Per rassicurare sulle benevoli intenzioni del
Demanio, l’assessore scrive che “il
progetto (di chi si aggiudicherà il bando…) dovrà garantire la maggior
fruizione possibile da parte del quartiere e delle sue realtà aggregative”.
NON CI HA RASSICURATTO AFFATTO.
Anzi. Ci ha (purtroppo) confermato che la
giunta Pisapia ha intenzione di privatizzare un bene comune. Il problema
non è garantire la maggiore fruizione perché anche un’attività commerciale
mascherata da sociale tende a garantire la maggior fruizione possibile. Il problema è COME avviene la fruizione e
CHI decide cosa si fa sotto il portico. Se il portico viene assegnato a un unico soggetto vincitore di un
bando, COME e CHI lo deciderà solo chi vince il bando. La gestione del
portico quindi non sarà più condivisa. Per questo diciamo che un bene comune
sarà, di fatto, privatizzato, proprio perché sottratto alla gestione collettiva
e affidato a un vincitore o a una cordata di vincitori.
5)
Sempre in tema di rassicurazioni che non
rassicurano, ma, al contrario, fanno venire i brividi, l’assessore Benelli
scrive che “tra i criteri validi per il
punteggio finale” del bando si terrà conto delle modalità di coinvolgimento del territorio, qualità e ampiezza
dell’eventuale partenariato e prospettive di collaborazione o sinergie. Badate bene, non dice che sono condizioni INDISPENSABILI
per partecipare al bando, ma solo che serviranno per avere più punti,
quindi delega questi concetti a chi parteciperà al bando. Vogliamo rassicurare
noi l’assessore. Sotto il portico,
perfino in queste settimane di caldazza estiva, c’è già il rapporto con il territorio, le ricadute e il coinvolgimento.
I cittadini della Zona 5 garantiscono tutto ciò autogestendo questo spazio.
Il vostro bando, che purtroppo include il portico, rappresenta un ostacolo a
tutto ciò.
6)
Infine, nel carteggio Benelli/Rizzo si parla
della ristrutturazione di quello che viene definito il RUDERE, ovvero l’ultimo pezzo ancora da sistemare del complesso
Cascine Chiesa Rossa. L’assessore cita l’accordo per il diritto di superficie stipulato nel 2009 tra Comune e Arcidiocesi
di Milano, ma, anche in questo caso, sembra non aver letto bene. Quell’accordo,
firmato davanti a un notaio, prevede che l’Arcidiocesi possa occupare la Chiesa
Santa Maria alla Fonte e la casa canonica per 50 anni senza pagare. In cambio, l’Arcidiocesi doveva provvedere a sue spese
a ristrutturare il rudere per poi consegnarlo al Consiglio di Zona in modo che
diventasse uno spazio a disposizione dei cittadini. L’assessore dice che: “L'Arcidiocesi di
Milano ha comunicato che l’iter autorizzativo presso la competente
Soprintendenza si è concluso nel novembre 2014; e che conseguentemente la
stessa Arcidiocesi ha provveduto ad indire una gara d’appalto per
l’aggiudicazione dei lavori di restauro”.
Se legge bene, l’assessore Benelli potrebbe scoprire che i tempi previsti
dall’accordo erano molto diversi. L’Arcidiocesi
avrebbe dovuto concludere l’iter autorizzativo più di 3 anni fa e se non
avesse rispettato questa scadenza, la convenzione tra Comune e Arcidiocesi
sarebbe decaduta. Non ci risulta però che il settore Demanio abbia dichiarato
decaduta la convenzione perché non sono state rispettate le regole e nemmeno
che abbia sollecitato l’Arcidiocesi al rispetto dei tempi. L’Arcidiocesi dice
che la colpa del ritardo è da imputare alla sopraintendenza che ha rilasciato i
permessi in ritardo. Ma qualcuno, cioè il settore Demanio, ovvero l’assessore
Benelli, ha chiesto all’Arcidiocesi quando ha avviato l’iter dei permessi? Qual
è il progetto di restauro? Quando verrà terminato? Sempre l’accordo del 2009
tra Comune e Arcidiocesi, infatti, prevedeva che il rudere restaurato venisse
consegnato nella mani del Consiglio di Zona 5. E i “privatizza tori” del
Consiglio di Zona 5 si sono attivati per avere una risposta dall’Arcidiocesi? O
aspettano solo che il miracolo si compia, anche se in ritardo di anni?
Anche questa
vicenda, purtroppo, ci induce a un’amara constatazione: le regole ci sono, ma non valgono per tutti. Se sei una onlus o una
piccola realtà di quartiere e non riesci a pagare un affitto oneroso il Demanio
ti sgombera, come è avvenuto il 6 luglio scorso al Circolo dei Talenti. Se sei
l’Arcidiocesi, il Demanio non ha fretta.
SOTTO IL PORTICO
Comitato PER la gestione condivisa del portico
Chiesa Rossa
giovedì 23 luglio 2015
Giù le mani dal portico!
IL GOLPE DI
AGOSTO
fermiamo il bando sociale che
privatizza un bene comune!
La storia è cominciata più o meno 3 anni fa all’interno del
parco Cascine Chiesa Rossa, nella zona sud di Milano, a pochi passi dalla metropolitana
di Piazza Abbiategrasso. Il settore demanio del Comune di Milano fa un bando
commerciale a rilancio d’asta per un piccolo locale di 25 mq da adibire a bar e
un portico di 600 mq che fa parte del complesso cascine Chiesa Rossa. Il bando
è commerciale, ma alla fine se lo aggiudica una onlus da tempo attiva in zona
5: Antigua. Antigua onlus dà vita al Circolo dei Talenti, ma non ragiona in
termini commerciali. Il portico è uno spazio libero. Per frequentarlo non
servono tessere o consumazioni obbligatorie. E così, in poco tempo, migliaia di
persone lo animano. Sotto il portico s’incontrano, partecipano e organizzano
iniziative: feste popolari, attività culturali, sociali, aggregative. Sotto il
portico nascono una ciclofficina e un campus autogestito per 30 bambini della
zona che durerà 45 giorni durante l’estate del 2014. Sotto il portico trovano
ospitalità associazioni, comitati, collettivi, un gruppo d’acquisto solidale,
tantissime realtà che promuovono iniziative, gli studenti che vi trascorrono i
pomeriggi a studiare, gli anziani, le famiglie con i bimbi piccoli, i migranti:
tutti quelli che esprimono il bisogno di un’alternativa all’abbandono delle
periferie, al degrado, al silenzio, alla solitudine. Ma non ragionare in
termini “commerciali” come ha fatto Antigua onlus e il Circolo dei Talenti nei
3 anni passati produce anche un effetto collaterale. L’associazione non riesce
a sostenere un affitto troppo oneroso. Non ce la fa a pagare 2.000 Euro al mese
e accumula un grosso debito con il Comune di Milano.
Dal mese di gennaio di quest’anno, come utenti del portico
abbiamo sostenuto il Circolo dei Talenti dando vita a un comitato. Abbiamo cercato
di interloquire con il Comune di Milano e con il Consiglio di Zona 5. Abbiamo
cercato in tutti i modi una soluzione che consentisse di non chiudere
un’esperienza troppo importante per tante persone. Abbiamo avanzato diverse
proposte, ma non abbiamo mai avuto risposte convincenti. E il 7 luglio,
inesorabilmente, un funzionario del demanio si è presentato per riprendersi le
chiavi del Circolo dei Talenti. Il Comune di Milano ha decretato decaduta la
concessione e ha proceduto con lo sgombero per morosità.
Due giorni prima che ciò accadesse, domenica 5 luglio,
un’affollata assemblea, dava vita a SOTTO IL PORTICO, Comitato per la
gestione condivisa del portico Chiesa Rossa.
Chi siamo? Siamo
quelli che in questi 3 anni hanno animato e frequentato il portico. Siamo un
collettivo aperto a tutti i cittadini utenti di questo bene e molti di noi sono
presenti nella vita del quartiere anche attraverso associazioni, comitati,
collettivi, gruppi informali e centri sociali. Siamo quelli che in questi 3
anni hanno frequentato e animato il portico all’interno del parco Cascine
Chiesa Rossa. Abbiamo deciso di costituire un comitato PER la gestione e non DI
gestione perché il portico è un bene
comune. E’ di tutti. E’ pubblico. E’ popolare. E’ uno spazio aperto e
libero. Non vogliamo essere i “titolari” o i “proprietari”. E in queste
settimane, nonostante i 40 gradi, la carenza di bagni pubblici, l’assenza di
corrente elettrica e perfino di una fontanella d’acqua, abbiamo continuato ad
animare il portico: danze popolari, cineforum, ping-pong, assemblee, feste di
compleanno per i bambini. E le iniziative andranno avanti anche in agosto.
Vogliamo la continuità con l’esperienza fatta in questi 3 anni e vogliamo
rappresentare un presidio perché uno
spazio vuoto è già degrado.
Perché non vogliamo
la messa a bando del portico?
Qualche giorno fa è comparso un cartello, non firmato (forse
un po’ si vergognano), che è stato affisso alla porta di quello che è,
purtroppo, l’ex Circolo dei Talenti. Il cartello benché non datato né firmato,
sembra informare che entro fine luglio verrà pubblicato un bando sociale che si
chiuderà il 20 settembre per il locale di 25 mq da adibire a bar e il portico
di 600 mq. L’affitto, si dice, non sarà più dovuto perché è previsto un
contratto con 3+3 anni gratuiti. Perché non ci piace? Il bando è una gara. Chi vince resta e gli altri vanno a casa. Noi
non vogliamo gare. Non vogliamo essere costretti a scegliere tra le attività
per i bambini e quelle per anziani, tra lo spazio per studenti e le iniziative
per i giovani, tra la briscola e la scala quaranta, la mazurka e il tango. Il portico è sufficientemente accogliente e
ampio per ospitare tutti. Così come è successo in questi 3 anni. Fare un bando significa privatizzare.
Chi vince deciderà chi, come, quando e quanto si potrà frequentare il portico
all’interno del parco. I “privatizzatori” del Consiglio di Zona 5 hanno già
detto che sarà a discrezione dei vincitori stabilire se la fruizione continuerà
a essere libera oppure no, mentre la partecipazione alle decisioni sarà
necessariamente limitata ai vincitori del bando. Il rischio è quello di dover fare una tessera oppure dovere consumare obbligatoriamente
al bar per poter continuare a frequentare una porzione di parco. Ma non è
assurdo tutto ciò? La messa a bando è una privatizzazione del portico! Le
decisioni non saranno più collettive, ma delegate al vincitore. Fare un bando
vuol dire delegare al privato sociale la scelta di cosa si farà sotto il
portico. Noi questo non lo accettiamo perché questa è la negazione stessa del
concetto di bene comune. E non capiamo nemmeno l’accanimento della giunta
Pisapia e del Consiglio di Zona 5 nel voler procedere con un bando. Paolo
Limonta, che conosce bene la situazione del portico, presiede anche il “tavolo
spazi” del Comune di Milano. Dopo un anno di lavoro quel tavolo ha recentemente
elaborato una proposta di delibera per la difesa dei beni comuni. Tra le tante
cose che si affermano in quella proposta di delibera si dice che i bandi non
sono il sistema migliore per valorizzare e difendere i beni comuni. Ne siamo
convinti anche noi. Anzi pensiamo che i
bandi siano proprio la negazione stessa del concetto di bene comune proprio
perché lo privatizzano, lo sottraggono alla collettività, lo consegnano a un
solo soggetto vincitore. E allora? Come è possibile coordinare un tavolo di
lavoro che vuole difendere i beni comuni e alla prova dei fatti in zona 5
sostenere nella pratica tutt’altro? Qual è il vero Paolo Limonta? Quello che
difende i beni comuni o quello che li privatizza?
Come se non bastasse, questo
bando sociale è fatto di corsa. Uscirà a fine luglio e rimarrà aperto solo fino
al 20 settembre. Si rivolge al mondo No profit e gli lascia solo il mese di
agosto e pochi giorni a settembre per studiarlo e decidere se e come parteciparvi.
Un bando ad agosto è un bando da sdraio, lettino e ombrellone. Induce
inevitabilmente al sospetto. Quando hai così fretta sembra che hai già deciso
chi lo deve vincere e vuoi evitare che troppi altri vi partecipino. E questo
bando nasce anche con una buona dose di arroganza. Dopo 3 anni di attività
sociali e culturali che hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini,
dopo che si è costituito un Comitato PER la gestione condivisa del portico
Chiesa Rossa che sta animando quello spazio anche in queste settimane d’estate,
nessuno, né Consiglio di Zona 5, né Giunta Pisapia, né assessorato al demanio,
si sentono in dovere di ascoltare l’esperienza maturata in 3 anni e di recepire
le istanze che ne derivano.
Che cos’è un bene
comune?
Noi lo abbiamo imparato nella pratica. Per 3 anni, grazie al
Circolo dei Talenti e all’associazione Antigua onlus, abbiamo potuto
materializzare questo concetto. Abbiamo frequentato e animato il portico
all’interno del parco Cascine Chiesa Rossa senza spendere, senza consumazioni,
senza tessere e senza biglietti d’ingresso. Un bene comune, per noi è uno
spazio collettivo dove incontrarsi e dare delle risposte alle proprie esigenze.
E’ l’opposto di uno spazio privato, perché privato significa sottratto alla
collettività. Il portico è stato e continua a essere anche ora uno spazio
aperto, libero, gratuito, democratico, autogestito, antifascista, popolare. In
poche parole: un bene comune.
Quello sui beni comuni è un dibattito ampio e molto
interessante. A noi piace la definizione che ne dà Stefano Rodotà quando afferma che “i beni comuni non coincidono né
con la proprietà privata, né con quella dello Stato, ma esprimono dei diritti
inalienabili dei cittadini. Tutti ne possono godere e nessuno può escludere gli
altri dalla possibilità di goderne. E’ un bene che implica condivisione e
partecipazione e non può essere privatizzato né sottoposto a restrizioni”.
Il portico si è rivelato insomma un esempio, minore ma
significativo, di un’esperienza di grande rilievo nel dibattito culturale del
nostro Paese: la questione dei beni comuni e delle forme della loro gestione.
Acqua e tutela ambientale furono i primi beni pubblici a essere definiti
“comuni”. E proprio la schiacciante vittoria nel referendum del 2011 ne evitarono
la privatizzazione. Da allora un bel pezzo di strada è stata fatta, ma il
dibattito sui beni comuni è solo all’inizio ed è un percorso che lascia grandi
speranze di allargamento e avanzamento delle lotte sociali.
L’esperienza di 3 anni sotto il portico Chiesa Rossa ci ha
insegnato alcune cose importanti:
1)
Uno spazio che è funzionale alla vita di alcuni
aspetti di una comunità specifica (la comunità di tutti coloro che ne
usufruiscono o ne possono usufruire) non può essere vincolato a interessi
diversi, non può essere privatizzato.
2)
La
partecipazione alla gestione non può essere sottratta agli utenti che
devono essere i protagonisti delle decisioni, né essere delegata a qualche
gruppo esclusivo o escludente, ma deve restare diretta e aperta a quella collettività che si darà autonomamente le
forme organizzative necessarie.
3)
Che le istituzioni
pubbliche (Comune o altro) che detengono la proprietà o il controllo del
bene su cui vive questa esperienza devono fornire le condizioni necessarie allo
sviluppo della “partecipazione” dei cittadini, garantendo le condizioni
elementari indispensabili (acqua, corrente elettrica, strutture sanitarie,
igieniche, ecc.), ma soprattutto devono astenersi dal frapporre ostacoli alla
partecipazione diretta e non delegata degli utenti.
Cosa vogliamo?
Chiediamo che il portico non venga messo a bando. Mettete a bando il bar, ma non il portico.
Altrimenti sarete responsabili della privatizzazione di un bene comune. E’ la
cosa più semplice da fare. Il portico deve continuare a essere un bene comune
aperto a tutti e perciò non può essere ceduto al vincitore del bando. Il
portico può continuare a vivere con un comitato di gestione che organizza e
promuove le iniziative. Solo così sarà garantito il libero accesso per 365
giorni all’anno. Solo così uno spazio frequentato da migliaia di persone non
sarà privatizzato e soggetto a restrizioni o regole di “mercato”. Non capiamo
proprio per quale ragione oltre al locale di 25 mq da adibire a bar debba
essere messo a bando anche il portico. E’ lo stesso errore che è stato commesso
3 anni fa quando fu fatto il bando commerciale a rilancio d’asta. In quel caso
però una logica, che non ci appartiene, era almeno presente. Il settore
demanio, infatti, aveva come obiettivo quello di raccattare più soldi
possibili. Per questo faceva il bando a rilancio d’asta. Cioè, significa che
vince chi offre di più. E per rendere più appetibile l’offerta, oltre al
piccolo bar includeva il portico di 600 mq. Ma oggi il settore demanio non sta
studiando un bando a rilancio d’asta, ma un bando sociale. Non è previsto
nemmeno il pagamento dell’affitto perché verranno concessi 6 anni di gratuità
per il bar e il portico. E allora perché bisogna concedere il portico al
vincitore, sottraendolo alla collettività? Perché dobbiamo cedergli uno spazio
di 600 mq all’interno di un parco pubblico che potrà utilizzare come coperti
del servizio bar? E soprattutto perché dovremmo consetirglielo visto che non
pagherà nemmeno l’affitto?
Siamo ancora in tempo per difendere un bene comune ed evitare la
privatizzazione!
Per farlo, basta escludere il portico dal bando sociale!
Il portico Chiesa Rossa deve rimanere uno spazio aperto, popolare e
gratuito:
senza tessere, biglietti d’ingresso o consumazioni obbligatorie!
SOTTO IL
PORTICO
Comitato per la gestione condivisa del portico Chiesa Rossa
domenica 5 luglio 2015
Nessuno sgombero ci fermerà
SOTTO IL PORTICO
Comitato per la Gestione Condivisa del
Portico Chiesa Rossa
Siamo cittadini, associazioni, comitati, collettivi e gruppi
informali: siamo il comitato per la gestione condivisa del portico Chiesa
Rossa.
Per la
gestione e non di gestione perché il portico è un
bene comune fondamentale per la promozione sociale, culturale e artistica
del nostro quartiere.
Il nostro percorso nasce grazie alla gestione
del Circolo dei Talenti che in questi 3 anni ha
messo in secondo piano il profitto economico arrivando a non poter
mantenere l'affitto dello spazio che aveva in concessione dal Comune di Milano.
La legittimità a costruire il comitato deriva da un'attività
quotidiana e continuativa, costruita
tra pari. Sotto il portico da tre anni si svolgono attività
concrete di socializzazione: la ciclofficina, le feste popolari, i
concerti e gli eventi culturali, il campus estivo autogestito per bambini e
tante altre iniziative ed eventi.
È fondamentale non perdere ciò che si è venuto a creare con
questa esperienza, per salvare l'attività sociale e il bene comune: è per
questo che è nato il comitato.
Il comitato è aperto a ogni forma di
partecipazione e contribuito, dei singoli come delle associazioni di
zona. È un presidio sociale. È la costruzione quotidiana di un'alternativa
all'abbandono della periferia, al degrado, al silenzio e alla solitudine.
Il Circolo dei Talenti è stato sfrattato, e non sono state
concesse dilazioni o rateizzazioni del debito.
Di fronte alle richieste di confronto e di dialogo il
Consiglio di Zona 5 e il Comune di Milano non si sono mai assunti le proprie
responsabilità e non si sono mai davvero spesi per trovare una soluzione
condivisa.
A partire dal 7 luglio ci trovi dove
siamo stati negli ultimi anni: sotto il portico all’interno del parco cascine Chiesa Rossa con un presidio permanente.
Porta le tue idee:
organizzeremo
le prime iniziative questa estate e costruiremo un calendario di attività per
rendere ancora più vivo e attivo il nostro bene comune.
facebook:
sotto il portico
sabato 4 luglio 2015
ASSEMBLEA POPOLARE + PRANZO CONDIVISO
DOMENICA 5 LUGLIO dalle h. 11 in poi presso il Circolo dei Talenti all'interno del Parco Cascine Chiesa Rossa (Via San Domenico Savio angolo Chiesa Rossa - MM2 Abbiategrasso)
ASSEMBLEA POPOLARE
per opporsi allo sgombero del circolo
per dire no alla privatizzazione di un bene comune
per dire no al degrado e alla speculazione
per costituire un COMITATO PER LA GESTIONE CONDIVISA DEL PORTICO
al termine dell'assemblea PRANZO CONDIVISO. Porta da mangiare e da bere e condividilo con gli altri
Dopo mesi di prese in giro e rimpalli di responsabilità, grazie al Comune di Milano e al Consiglio di Zona 5, siamo arrivati allo sgombero previsto per MARTEDì 7 LUGLIO alle h. 11.
NON CI FERMIAMO E NON CI RASSEGNIAMO
Continueremo a difendere un bene comune, popolare, autogestito, condiviso, antifascista
Clicca qui per vedere il video:
https://youtu.be/aVqNjZwzzMg
ASSEMBLEA POPOLARE
per opporsi allo sgombero del circolo
per dire no alla privatizzazione di un bene comune
per dire no al degrado e alla speculazione
per costituire un COMITATO PER LA GESTIONE CONDIVISA DEL PORTICO
al termine dell'assemblea PRANZO CONDIVISO. Porta da mangiare e da bere e condividilo con gli altri
Dopo mesi di prese in giro e rimpalli di responsabilità, grazie al Comune di Milano e al Consiglio di Zona 5, siamo arrivati allo sgombero previsto per MARTEDì 7 LUGLIO alle h. 11.
NON CI FERMIAMO E NON CI RASSEGNIAMO
Continueremo a difendere un bene comune, popolare, autogestito, condiviso, antifascista
Clicca qui per vedere il video:
https://youtu.be/aVqNjZwzzMg
lunedì 15 giugno 2015
FESTA POPOLARE 2015
CERCO L’ESTATE TUTTO L’ANNO…
Festa Popolare della Zona 5
19, 20 e 21 GIUGNO 2015
Anche quest'anno, sotto il
portico dei Talenti, all'interno del Parco Cascine Chiesa Rossa, tre giorni di
musica, spettacoli, dibattiti, cucina popolare e molto altro promossi da più di 30
realtà della Zona.
Il portico del Circolo dei
Talenti si trova all'angolo tra Via San Domenico Savio e Via Chiesa Rossa (tram
3 e 15, bus 79, MM2 Abbiategrasso).
PROGRAMMA FESTA POPOLARE 19-21 GIUGNO 2015
VENERDì
h. 18 apertura festa e corteo musicale per il quartiere
h. 20.30 in Biblioteca, inaugurazione mostra fotografica
sulla Via d’acqua ed ex Darsena con interventi e dibattito
h. 22 musica: La Dieresi (pizziche e tarantelle)
SABATO
h. 11 dibattito: Ius solis e Ius sanguinis con E. Rodari e Valter
Boscarello a cura di Baia del Re
h. 17.30 dibattito: Stop TTIP e documento di Milano con E.
Molinari a cura di Rossosispera e GAS Radici
h. 20 danze africane a cura di Assileassime
h. 21 proiezione di filmati sull’America Latina e i migranti
latinoamericani a cura di Unilatinos
h. 22 ZAM Hip hop Lab
DOMENICA
h. 11 lezione aperta di Tai Chi Chuan a cura di Francesco
Flora
h. 16 laboratorio danze africane per bambini a cura di
Assileassime
h.17 canzoni per bimbi a cura di Sergio Calcagnile
h.17.30 sotto il portico della biblioteca, laboratorio per
bambini a cura di Profiqua
h.17.30 dibatto: La buona scuola è quella che lotta a cura
di Archivio Primo Moroni, Free Festival e libreria Calusca City Lights
h. 19.30 tavola rotonda: Nessuna mucca da mungere:
autogestione, spazi sociali, beni comuni e iniziative dal basso. Le esperienze
del Circolo dei Talenti, dei ragazzi di Gratosoglio e del Collettivo Villalta,
a cura di retecinque
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